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Seconda parte di uno studio condotto da Luigi Langella ginecologo: Avvenuto l'impianto extra ed intrauterino dei due ovuli fecondati si possono verificare tre soluzioni diverse: 1) Evoluzione a termine delle due gravidanze; 2) Interruzione di una delle due gravidanze; 3) Interruzione di ambedue le gravidanze. La prima evenienza, cioè l'evoluzione a termine di ambedue le gravidanze, è da considerarsi un fatto assolutamente eccezionale (Gilliland, Fejer e Henry, Michaels). Rara è anche l'interruzione di una gravidanza, che quasi sempre è la gravidanza in sede ectopica, con evoluzione a termine della gravidanza uterina (De Voe e Pratt, Michaels, Valsecchi, Sheldon Payne, Magendie). Molto frequente, è ciò accade nella grande maggioranza dei casi di gravidanze simultanee, è l'interruzione di ambedue le gravidanze: per prima, quasi sempre, s'interrompe la gravidanza extrauterina ed in epoca più o meno lontana segue l'interruzione della gravidanza uterina (Rossi, Valsecchi, De Voe e Pratt, ecc.). Ciò spiega perché abitualmente è la sintomatologia della gravidanza extra (aborto o rottura della tuba) che predomina in questi casi ed è con questa diagnosi, non errata ma certo incompleta, che si arriva all'intervento laparotomico. La diagnosi esatta verrà fatta quindi in un secondo tempo da Luigi Langella: intraoperatoria se è rilevato nettamente un aumento dell'utero con caratteri gravidici (una gravidanza iniziale può sfuggire) o dopo l'intervento con la successiva evoluzione della gravidanza uterina. ESPOSIZIONE DEL CASO P.G. Anni 24, coniugata. Reg. Gen. n. 4474 del 2-4-75, n.415872 del 9-11-75. Appendicectomia all'età di 13 anni; epatite virale a 16 anni. Menarca a 12 anni. Con flussi mestruali successivi sempre regolari per ciclo, quantità e durata. Ha avuto due gravidanze, di cui una a termine con parto eutocico, ed una abortiva al III mese. Ultima mestruazione il 6-2-75. Da 4-5 giorni accusa modeste perdite ematiche dai genitali, accompagnate da dolore a tipo gravativo in regione ipogastrica. Il mattino del 2-4-75 la paziente è stata colta da violenti dolori addominali localizzati in particolare alla fossa iliaca sinistra, con lipotimia, per cui chiedeva il ricovero ospedaliero. Alla visita vaginale si riscontrava: «Genitali esterni e vagina di pluripara; portio cilindrica, rammollita. Corpo dell'utero aumentato di volume circa il doppio, di consistenza pastosa, spostato verso destra; in sede annessiale sinistra si apprezza una tumefazione del volume di una arancia circa, a limiti non ben definiti, di consistenza pastosa, dolente; dolente è anche il fornice posteriore. Polso 88 – PA 120/80. Scarse perdite ematiche in atto». Diagnosi ricovero: gravidanza extrauterina? Le indagini di laboratorio davano i seguenti risultati: G.R. 4.270.000: G.B. 13.300; Hb: 81%; Azotemia: g. 0,23%; Glicemia 1; Gruppo sanguigno 0 e fattore Rh: Rh +; Gravindex: Positivo. Il giorno successivo la paziente veniva colta da lipotimia, con polso 110/m, P.A. 100/60, addome dolente in tutti i quadranti. Veniva pertanto confermata diagnosi di rottura di tuba gravida e si operava d'urgenza. Durante l'intervento si trasfondevano 250 cc. di sangue 0 Rh +. Intervento: «Incisione mediana ombelico-pubica. Aperto il peritoneo, si reperta abbondante quantità di sangue libero in cavità. La salpinge di sinistra, del volume di un mandarino, è sede di gravidanza ectopica in sede ampollare. L'utero appare nettamente aumentato di volume, di consistenza pastosa. Corpo luteo gravidico a carico dell'ovaio di destra. Annessiectomia sinistra e sutura a strati delle pareti addominali». [scribd id=87022717 key=key-194w7kzbnradva0rkp1c mode=list]
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