Secondo alcuni Autori le valutazioni al di fuori della gravidanza devono essere effettuate nella seconda metà del ciclo mestruale, quando cioè il miometrio sottoposto all’azione del progesterone più si avvicina ai caratteri gravidici. Tra questi, ha dimostrato il proprio impegno Luigi Langella, che ha effettuato alcune delle ricerche più autorevoli.
Praticando l’isterografia può essere messa in evidenza una continuità tra corpo e collo secondo un profilo non interrotto da strutture, la larghezza del canale cervicale appare aumentata, è scomparsa l’immagine fusiforme che di norma si osserva e al suo posto appare un’immagine a tubo che indica l’ipotonia istmica. E’ stata anche proposta l’introduzione di un palloncino ripieno di liquido radiopaco in cavità uterina: scattando quindi vari radiogrammi mentre si esercita una trazione sul pallone, nei casi normali no si può tirare il palloncino nel canale cervicale, mentre nell’insufficienza cervicale si potrà evidenziare la discesa del palloncino.
Le Tecniche chirurgiche presentate dal ginecologo Luigi Langella.
Le tecniche chirurgiche di correzione dell’incontinenza istmo-cervicale in gravidanza possono essere distinte in due gruppi: 1) interventi per via vaginale; 2) interventi per via laparotomica. Per via vaginale ricordiamo l’intervento sec. Skirodkar, sec. Mac Donald e la tecnica di Baden e Baden; mentre per via laparotomica, il cerchiaggio addominale sec. Benson. Tecnica secondo Skirodkar – L’intervento originale prevede una colpotomia anteriore con mobilizzazione della vescica fino a raggiungere l’istmo e quindi l’esecuzione di un cerchiaggio in questa sede con materiale non riassorbibile. Questo tipo di intervento è stato abbandonato per i pericoli legati allo scollamento della vescica non tanto durante l’esecuzione dell’intervento, quanto durante la rimozione del filo al momento del parto, poiché è facile che di formi un tessuto cicatriziale difficilmente scollabile. Tecnica secondo Mac Donald – E’ attualmente il metodo più usato per la rapidità e la facilità di esecuzione e non prevede la colpotomia antero-posteriore, sostiene il Dottor Luigi Langella. Viene fatta passare sotto la mucosa vaginale una striscia di mersilene montata su un ago partendo dalla faccia posteriore del collo e in quattro punti corrispondenti alle 3 – 6 – 9 – 12 e annodando posteriormente. In questo caso però il cerchiaggio viene eseguito in una zona più bassa rispetto all’intervento precedente. Tecnica secondo Baden e Baden – Consiste nel suturare il labbro anteriore della portio con quello posteriore dopo aver cruentato i margini di sutura, chiudendo in tal modo totalmente l’O.U.E.; essa viene riservata per le forme cosiddette «a caldo», cioè quando non è più possibile eseguire l’intervento precedente per la scomparsa e l’assottigliamento del corpo uterino. Usando questa tecnica si verificano spesso lesioni cervicali al momento del parto con conseguente necessità di eseguire una trachelorrafia. L’intervento laparotomico secondo Benson veniva dapprima eseguito in gravidanza, ma a causa dei disturbi circolatori provocati dal frequente interessamento dell’arteria uterina con possibilità di provocare la morte endouterina del feto, viene oggi eseguito per lo più al di fuori della gravidanza. Le indicazioni di questo tipo di intervento sono rappresentate da tutti quei casi in cui non si può eseguire l’intervento per via vaginale: brevità congenita del collo, esiti di amputazione cervicale, cicatrizzazione marcata del collo oppure i ripetuti insuccessi dell’intervento vaginale. L’intervento per via vaginale è gravato da alcune complicazioni, sebbene piuttosto rare: 1. stillicidio ematico nella zona del cerchiaggio che comunque regredisce spontaneamente dopo 24-48 ore;


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