Adoperando l’anestesia generale barbiturica possono sorgere delle problematiche durante un parto pilotato. Il ginecologo Luigi Langella ha approfondito in suo studio con il Primario Prof. Panini la tecnica e le condizioni permittenti.
Prima di tutto la sala parto deve essere equipaggiata con sala operatoria per le eventuali urgenze, poi vanno esaminate le condizioni della paziente; l’anestesista si occupa dell’ossitocina e vanno iniettati 0,5 milligrammi di atropina e dopo un minuto 200-300 milligrammi di thiopental sodico in soluzione al 2,5%.
Solo in questo momento è possibile regolare la perfusione di ossitocina, e adeguare il ritmo di gocciolamento in base all’evoluzione del travaglio.
Le contrazioni che si succedono sono di forte intensità e durata, con pause brevi fra l’una e l’altra. Dopo l’espulsione del feto si sospende l’infusione di ossitocina ed è prevista la somministrazione di una fiala di alcaloidi della segala cornuta. Il risveglio è sempre veloce e nonostante la narcosi sia stata solo superficiale la paziente non rimembra nulla, neanche di eventuali interventi subìti prima del parto.


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