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Posts with #luigi langella category

Nov 16 2012 Nov 16 2012

Nov 06 2012 Nov 06 2012

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Sep 20 2012 Sep 20 2012

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Jun 11 2012 Jun 11 2012

Anzitutto è rilevata un incidenza maggiore del quadruplo della piolonefrite rispetto alle gravide in condizioni normali. Il parto prematuro avviene con una percentuale tra il 14 e il 25% dei casi, mentre i quozienti di mortalità erano parecchio alti prima dell'introduzione della terapia insulinica, oggi invece la mortalità materna è un eventualità molto rara (intorno all'1,4%, ma più spesso sotto lo 0,6%).

Riguardo alcuni dati del passato, come evidenziato dal Ginecologo Luigi Langella, al Mount Sinai Hospital l'incidenza della mortalità della partoriente era al 9,5% tra il 1952 e il 1961, su una serie di 253 gravidanze. Tra gli effetti di tipo biochimico che il diabete causa sulla donna gravida, di solito si riscontrano progressive anomalie di glucosio che ritorna normale 72 ore dopo il parto. Queste anomalie si aggravano nelle successive gravidanze.

Il diabete può provocare uno stato chetoacidosico che può essere trasmesso anche al feto, mentre l'effetto sugli enzimi legati alla gravidanza non è noto in queste ultime ricerche. Il feto non può essere separato dalla placenta per l'analisi degli interventi reciproci fra madre e prodotto del concepimento. Infatti la placenta subisce gli effetti del metabolismo come gli altri tessuti pur avendo una vita ridotta nel tempo.

Il Ginecologo Luigi Langella si è inoltre occupato dell'aspetto macroscopico della placenta, che al terzo trimestre, in una gravidanza di una paziente diabetica, si mostra voluminosa e umida, mentre è rara l'insorgenza di infarti e trombi. Il peso medio riscontrato è di 500 grammi, ma nel 10% dei casi il peso ha superato i 900 grammi. L'alterazione più frequente, a livello microscopico, è l'incremento del materiale della membrana basale nei villi corionici terminali, che riguarda la membrana basale dell'epitelio e lo stroma.

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Jun 05 2012 Jun 05 2012

May 25 2012 May 25 2012

Adoperando l’anestesia generale barbiturica possono sorgere delle problematiche durante un parto pilotato. Il ginecologo Luigi Langella ha approfondito in suo studio con il Primario Prof. Panini la tecnica e le condizioni permittenti.


Ginecologo_Luigi_LangellaPrima di tutto la sala parto deve essere equipaggiata con sala operatoria per le eventuali urgenze, poi vanno esaminate le condizioni della paziente; l’anestesista si occupa dell’ossitocina e vanno iniettati 0,5 milligrammi di atropina e dopo un minuto 200-300 milligrammi di thiopental sodico in soluzione al 2,5%.
Solo in questo momento è possibile regolare la perfusione di ossitocina, e adeguare il ritmo di gocciolamento in base all’evoluzione del travaglio.

Le contrazioni che si succedono sono di forte intensità e durata, con pause brevi fra l’una e l’altra. Dopo l’espulsione del feto si sospende l’infusione di ossitocina ed è prevista la somministrazione di una fiala di alcaloidi della segala cornuta. Il risveglio è sempre veloce e nonostante la narcosi sia stata solo superficiale la paziente non rimembra nulla, neanche  di eventuali interventi subìti prima del parto.

Ginecologo Luigi Langella Parto Pilotato

May 17 2012 May 17 2012

May 17 2012 May 17 2012

Ecco qual è stata la dieta somministrata ai soggetti con basso valore di bilirubina: a quelli con feci semiliquide è stato dato del latte privo di lattosio e Pelargon al 14%. Ai piccoli pazienti con feci liquide il gruppo guidato dal ginecologo Luigi Langella ha somministrato una dieta liquida e po Ai 110 e Pelargon al 15%.

Queste le considerazioni pratiche sulla fototerapia (desumibili dalla ricerca integrale che è possibile consultare in pdf)

La dieta va cominciata già in sala parto in modo preventivo

Se adoperata con la luce continua la fototerapia è maggiormente efficiente di quella intermittente, per un controllo più flessibile dei tassi bilirubinici.

L'apparecchio deve essere sempre collegato con la presa a terra

Con l'ausilio di uno spettroradiometro è possibile misurare la quantità di bilirubina che viene decomposta

Gli occhi del neonato devono essere sempre bendati durante la terapia

Va controllata l'idratazione del paziente.

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